Gole del Cians e di Daluis
di Gabriele Viola
Gole del Cians e di Daluis - COSA ASPETTARSI
Un viaggio sensoriale racchiuso in un solo, intensissimo giorno. Aspettati canyon spettacolari scavati nella roccia rosso fuoco, passi alpini leggendari che accarezzano le nuvole, il profumo della natura selvaggia e una sfilata infinita di curve perfette, sospesi tra le vette dell'Italia e la magia selvaggia della Francia meridionale.
SUGGERIMENTI PER IL VIAGGIO:
- Svegliatevi alle prime luci dell'alba per godervi il Colle della Lombarda senza traffico e con temperature fresche.
- Nelle Gole di Daluis e del Cians, fate attenzione ai tunnel stretti scavati nella roccia: guidate con prudenza e fermatevi nelle piazzole per scattare foto memorabili.
IL RACCONTO DELLA GIORNATA
Roccia Rossa e Asfalto Perfetto: la Danza dei Canyon
05/07/2026
La sveglia suona presto, quando il cielo sopra Torino è ancora di un blu cobalto intenso e l'aria frizzante del mattino promette una giornata epica. Alle 07:15 il motore è già acceso, ma la prima vera tappa obbligatoria è dal benzinaio alle 08:00: pieno di benzina alla moto, controllo rapido alla pressione delle gomme, una carezza al serbatoio e via, si parte! Il sound dello scarico riempie il silenzio del mattino mentre imbocchiamo la strada verso le montagne, lasciandoci alle spalle la pianura piemontese con l'adrenalina che scorre già nelle vene.
Dopo poco più di un'ora di curve sinuose e paesaggi che iniziano a farsi verticali, intorno alle 09:20 sentiamo il bisogno di fermarci per la prima sosta e colazione. Il profumo di caffè caldo e brioche appena sfornata in un piccolo bar lungo la strada è il carburante perfetto per l'anima. È il momento di studiare la mappa cartacea sul serbatoio, scambiarsi un cenno d'intesa con i compagni di viaggio e ripartire verso la grande salita.
Cominciamo ad arrampicarci sul serio. La strada si stringe, i tornanti diventano più ripidi ed entusiasmanti. La moto risponde con precisione millimetrica a ogni piega. Prima del valico, sentiamo il bisogno di fermarci per immortalare la maestosità delle montagne che ci circondano.
Pochi minuti dopo, conquistiamo la vetta del leggendario Colle della Lombarda. Quassù, a oltre 2000 metri di altitudine, il confine tra Italia e Francia non è solo una linea sulla mappa, ma un cambio drastico di panorama. Il vento soffia forte, l'aria è pura e profuma di pini e roccia bagnata. Davanti a noi si snoda la discesa sul versante francese, un nastro d'asfalto grigio che sembra disegnato appositamente per i motociclisti.
La discesa scorre fluida e ci porta a risalire verso un altro gigante stradale: il Col de la Couillole. Qui il paesaggio cambia di nuovo, facendosi più brullo e selvaggio, con pascoli d'alta quota che lasciano spazio a pareti rocciose spettacolari.
Ma la vera meraviglia deve ancora rivelarsi. Scendendo verso sud, entriamo ufficialmente nel territorio delle favolose Gole di Daluis. Lo spettacolo che ci si para davanti agli occhi è quasi irreale: la strada è letteralmente intagliata in pareti di pelite rossa, un canyon di roccia color sangue che contrasta in modo straordinario con il verde della vegetazione e l'azzurro limpido del cielo estivo. La guida qui diventa pura emozione, un alternarsi continuo di brevi gallerie buie e squarci di luce accecante sul baratro sottostante.
L'emozione mette appetito, verso le 13:00 decidiamo che non c'è posto migliore per fermarsi di un'area di sosta panoramica. È il momento del nostro pranzo al sacco: pane, salame e formaggio locale, consumati ammirando la grandiosità delle Gole di Daluis.
La luce del sole di mezzogiorno illumina il fondo del canyon in modo perfetto, creando ombre drammatiche sulle pareti rocciose.
Rimontiamo in sella sazi e felici. Proseguiamo lungo la strada che segue il corso del fiume, incrociando ponti storici e gole secondarie altrettanto affascinanti. Alle 14:24 facciamo un'altra breve sosta fotografica in un punto panoramico mozzafiato privo di note, dove il silenzio è interrotto solo dal ticchettio del motore che si raffredda.
Alle 15:20 entriamo nell'altro capolavoro naturale della zona: le incredibili Gole del Cians. Se Daluis ci aveva stupito, il Cians ci lascia letteralmente senza parole. Qui le gole sono ancora più strette, le pareti di roccia rossa sembrano quasi toccarsi sopra le nostre teste, creando un corridoio naturale di una bellezza drammatica e primordiale. L'asfalto asseconda il corso del torrente con curve strette e raccordate che richiedono massima concentrazione ma regalano un divertimento di guida indescrivibile.
Ogni curva rivela uno scorcio nuovo, una cascata nascosta o una piega della roccia che merita di essere fotografata. Ci fermiamo ripetutamente per imprimere nella memoria questi istanti di pura meraviglia su due ruote.
Iniziamo lentamente la nostra risalita verso nord per rientrare in Italia. La strada sale ripida verso la stazione sciistica di Isola 2000. Le temperature tornano a farsi fresche e decidiamo di regalarci una sosta drink rigenerante.
Superato nuovamente il confine, scendiamo lungo la Valle Stura mentre il sole inizia a calare, tingendo le montagne di caldi toni arancioni. Alle 20:00, per concludere in bellezza questa incredibile giornata, facciamo tappa a Piozzo presso il celebre Baladin Open Garden. Non c'è modo migliore di festeggiare se non con un succulento stinco di maiale e una birra artigianale fresca, chiacchierando di curve, pieghe e rocce rosse.
L'ultimo tratto di autostrada ci riporta a Torino alle 22:00. Spegniamo il motore nel garage. Il corpo è stanco, ma la mente corre ancora tra i canyon rossi della Francia. È stata una giornata perfetta.
Un viaggio breve ma di un'intensità pazzesca, che dimostra come basti anche un solo giorno in sella per vivere un'avventura indimenticabile. Preparate le moto, le Gole del Cians e di Daluis vi aspettano per regalarvi curve e panorami che vi rimarranno nel cuore per sempre. Al prossimo viaggio con Paese in Moto!
ITINERARIO
KEY POINTS
- 👤 Autore: Gabriele Viola
- ⏱️ Giorni: 1
- 📍 Tappe: 16
- 📸 Scatti: 8